Spice Oddity

When Guacamole met Pesto

O come trasformare l'improbabile "avocado pasta" in qualcosa di commestibile

Adoro l’avocado. Forse fra trent’anni sarà considerato alla stregua della rucola oggi: un ingrediente irrimediabilmente retrò.  Eppure, ogni settimana non posso fare a meno di consumare almeno un paio di esemplari di questo frutto/vegetale dalla polpa burrosa, dal sapore delicato e dal colore meravigliosamente invitante – se vi piace il verde, certo – che a quanto pare è una vera panacea contro tutti i mali. (Segue elogio dell’avocado, se la cosa vi annoia saltate direttamente alla ricetta…).

Devo ammettere che non è decisamente un ingrediente a chilometro zero, ma con un piccolo sforzo si potrebbe se non altro accorciare la filiera acquistando avocado italiani; già, perché la nostra Sicilia dal clima pseudo-tropicale regala anche di queste gradevoli sorprese.

Se ancora titubate nel piegarvi al culto del frutto verde, sicuramente le vostre perplessità riguardano le calorie: è vero, l’avocado è un frutto calorico – un etto contiene circa 230 calorie – e grasso, ma si tratta di grassi “benefici”, acido grasso linolenico e Omega 3, quelli che stimolano la produzione di HDL (colesterolo buono) e frenano il deposito di LDL (il colesterolo cattivo). Insomma, vedetelo come qualcosa di simile alle olive, non come il corrispettivo calorico di una fetta di torta.

avocado

Ma ciò che ha rinsaldato ancor di più la mia fede è stato scoprire che l’avocado sfida addirittura le leggi dell’evoluzione: per poter giungere fino a me, ha sfanculato Darwin & company tramando affinché, una volta estinti i grandi mammiferi che disperdevano i suoi enormi (e velenosi – aka non cercate di riciclarli in nessun modo) semi, fosse l’uomo a continuarne la coltivazione. Già, l’avocado non nasce spontaneamente, ma va per così dire inseminato, il che ne fa il mio frutto in provetta preferito.

Era dunque ovvio che, prima o poi, avrei cercato di metterlo anche nella pasta. Non sapevo ancora, povera ingenua, che una manica di Vichinghi pazzi aveva già tentato l’esperimento generando un Frankenstein gastronomico di nome avocado pasta, che in sostanza consisteva nel versare il guacamole sulla pasta presumibilmente scotta. OK, la sto facendo tragica, ma per quanto io sia sportiva con le spezie l’idea di mangiarmi gli spaghetti con coriandolo e cumino un po’ mi raccapriccia.

Dopo il primo momento di sbigottimento e sconforto, però, ho pensato che in fondo l’avocado schiacciato e speziato è un pesto verde che in qualche modo (alzo preventivamente lo scudo contro il lancio di pinoli da parte dei liguri all’ascolto) ricorda quello genovese.

Il risultato è una ricetta meticcia, tanto semplice quanto, a mio gusto, fresca e deliziosa, dove l’avocado svolge la sua funzione più classica, quella di rendere il sugo più cremoso.  E per quanto possa suonare blasfema, le papille  – che hanno meno pregiudizi dei neuroni – la riconoscono come qualcosa di plausibile.

Ingredienti per quattro persone

  • Quattro etti di spaghetti di Gragnano grossi
  • Un avocado maturo
  • Mezza tazza di parmigiano grattugiato
  • Mezza tazza di pecorino grattugiato
  • Una manciata di foglie di basilico fresco
  • Una manciata di pinoli per la salsa e una per decorare
  • Il succo di mezzo limone
  • Due spicchi d’aglio (per gli allergici e gli intolleranti suggerisco in sostituzione un cipollotto fresco medio)
  • Olio EVO, sale e pepe

Preparazione

Pestate in un mortaio tutti gli ingredienti in quest’ordine: aglio, la metà dei pinoli, qualche grano di sale, basilico, formaggi, avocado, limone. In alternativa, usate il frullatore o il mixer a immersione. Il problema dell’annerimento del basilico non dovrebbe porsi perché il colore dell’avocado (mantenuto vivo grazie al limone) sarà dominante. Aggiustate di sale e pepe.

Nel frattempo, cuocete la pasta al dente e tostate il resto dei pinoli. Trasferite il sugo in una ciotola capiente; per scaldarlo un po’ potete tenerlo accanto ai fornelli e aggiungere qualche cucchiaio di acqua di cottura, fino a ottenere la consistenza desiderata. Il sugo dovrà essere abbastanza lento da poter condire bene la pasta, perciò eventualmente allungatelo ancora con un po’ d’olio.

Una volta scolata la pasta, versatela nel sugo, aggiungete un filo d’olio e mescolate. Servite gli spaghetti arrotolati e decorate con pinoli, pepe e qualche fogliolina di basilico.

Fra le infinite varianti di questa ricetta che ho sperimentato c’è anche quella nell’immagine qui sotto, dove all’aglio ho sostituito il porro (metà frullato a crudo con il resto degli ingredienti e metà soffritto e aggiunto alla fine come decorazione), potenziando il tutto con foglie di menta unite a quelle di basilico. Il risultato è fresco e molto delicato.

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Il mio pranzo sul balcone con vista suburbana a base di avocado pasta e Silvaner

Commenti

2 thoughts on “When Guacamole met Pesto”

  1. vista la mia recente cotta gastronomica per l'avocado, ti toccherà assaggiarla a breve!

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