Spice Oddity

Jamaican delight

Un mushroom curry dal sapore caraibico

Qualche anno fa mi è capitato di andare in Giamaica per lavoro. Sembra uno scherzo, lo so: nessuno va in Jamaica “per lavoro”, a meno che non si tratti di un lavoro a dir poco ambiguo o non esattamente lecito. Eppure è così, e ne ho le prove, perché il frutto di quel viaggio fu un corposo reportage sui migliori luoghi di benessere dell’isola. It’s a hard job but someone has to do it, come direbbe un’altra bionda con le tette decisamente più grosse delle mie.

Fatto sta che, non contenta di farmi massaggiare all’ombra delle palme, di sollazzarmi sotto le cascate e di tuffarmi nel mare caraibico, in quell’occasione ebbi anche l’opportunità di scoprire un po’ di autentica cucina giamaicana, abbandonando i confini degli onnipresenti villaggi organizzati per single assatanati (giuro che esistono resort per nudisti, non proprio votati al naturismo, dove t’immergi senza mutande in piscina e gli altri possono ammirati come in un acquario grazie a pareti trasparenti) o per coppie in luna di miele.

La cosa più buona in asssoluto che ricordo di aver assaggiato – a parte le colazioni a base di papaya e altre meraviglie esotiche all’ombra di un patio di foglie di palma – è un piccantissimo curry di gamberi, un piatto semplicissimo ma davvero esotico e ricco di sapori, ordinato una sera in un ristorante fra le collline di cui ho scordato il nome.

A renderlo così piacevole era probabilmente il latte di cocco, nel quale il cuoco doveva aver stemperato il misto di spezie ottenendo una salsa rosata, cremosa e pungente ma con un fondo di dolcezza. Ricordo poi peperoni rossi e poco altro.

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Qualche giorno fa, all’improvviso – come succede sempre quando i ricordi ti assalgono senza un motivo preciso – mi è tornato in mente quel viaggio. Ripensavo quella volta che, seguendo una  temeraria amica giornalista, mi avventurai un pomeriggio fuori dal nostro villaggio per honeymooners, infrangendo le regole imposte da chi ci accompagnava.

Prendemmo un “taxi” al volo, scambiammo quattro chiacchiere con un giamaicano autentico (da cui trasparì tutto il livore verso i ricchi occidentali che vivono nei loro ghetti dorati) e ci ritrovammo a rifiutare la paradossale offerta di un big bamboo da parte di un arzillo sessantenne. Ora, va bene tutto, ma insomma…

Il risultato di questa inattesa riminiscenza è stato il tentativo di riprodurre il sapore di quel curry di gamberi che, ne ero certa, avrebbe reso il ricordo della Giamaica ancora più nitido. E così è stato. Dopo aver cercato un po’ di ricette, ho deciso di azzardare una versione vegetariana, ibridando il piatto originale con il mushroom curry indiano, e usando dunque i funghi come materia prima. Il link fra queste due ricette apparentemente così lontane ho deciso di affidarlo alla scelta dellle spezie, optando per un curry dolce di Madras, originario dell’India del sud.

Per non rinnegare la mia matrice irrimediabilmente mediterranea, ho aggiunto anche del basilico fresco, che messo alla fine riesce a spiccare nonostante la predominanza del curry. Infine, una piccola dose di riso, preferibilmente Basmati, è indispensabile per attenuare quel gradevole piccantino che sale pian piano dopo aver assaporato ogni boccone. Nyam yuh bickle!

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Ingredienti per quattro persone

  • 1 chilo di cappelle di funghi champignon (tenete da parte i gambi, potrete farci un saporitissimo eco-dado)
  • 1 peperone rosso dolce piccolo (io ho usato dei peperoni baby senza semi, incuriosita)
  • 1 mazzetto di basilico fresco
  • 1 cipolla gialla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 tazza di latte di cocco
  • 2 cucchiai rasi di curry dolce di Madras
  • 12 pugni di riso basmati
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • sale
  • pepe
  • olio EVO
  • opzionali: chips di platano e zenzero grattugiato per guarnire

Preparazione

Per prima cosa mettete a cuocere il riso basmati facendolo tostare in padella con un filo d’olio, ricoprendolo con acqua bollente salata (la dose giusta è di circa 1,5 parti di acqua per una parte di riso). Seguite il tempo di cottura indicato sulla confezione, coprendo la padella con un coperchio possibilmente trasparente (in modo da controllare l’avanzamento).

Tritate finemente aglio e cipolla e metteteli a rosolare in due cucchiai di olio EVO caldo. Affettate i funghi (non troppo sottili, indicativamente ricavate tre pezzetti da una cappella) e metteteli  a rosolare in padella con aglio e cipolla, poi aggiungete il peperone puito e tagliato a julienne e il basilico tritato.

Aggiustate di sale e pepe, sfumate con il vino e lasciate cuocere finché il vino e l’acqua dei funghi non saranno quasi completamente evaporati.

A questo punto, versate il latte di cocco e aggiungete i due cucchiai di polvere di curry. Mescolate bene e spegnete quando la salsa sarà abbastanza densa da foderare il cucchiaio.

Servite il curry con il riso (potete dar forma alle singole porzioni con un coppapasta) e, se volete, guarnite con chips di platano e zenzero fresco grattugiato.