Spice Oddity

Raita vs Tzatziki

Un post pieno di doppi sensi sullo yogurt e i cetrioli

Cucumbers are a girls’ best friends
[anonimo]

Ho un dubbio che mi attanaglia da anni, e riguarda i cetrioli: anche a voi hanno insegnato a pulirli tagliando le punte e sfregandole sulle estremità mozzate per “far uscire l’amaro”? Non so se ci avete mai provato, ma il risultato è che sui bordi del cetriolo si forma una cremina bianca, una specie di yogurt un po’ schiumoso, che va poi lavato via sotto l’acqua corrente. A questo punto, se ancora non vi è preso lo schifo oppure la ridarella pensando alle inevitabili analogie a sfondo sessuale, potete finalmente sbucciare il vostro cetriolo, che certamente avrà perso ogni traccia di amarognolo.

Onestamente, non ho mai verificato se esista una spiegazione scientifica a questa procedura, ma continuo a metterla in pratica come una specie di rito scaramantico, reiterandola in maniera semi-inconscia come si fa con tutte le cose che c’insegnano le nostre mamme fin da bambini. Comunque sia, ecco: è proprio di yogurt e cetrioli che volevo parlare.

Avete presente quando al ristorante indiano, prima ancora di ordinare, vi portano quelle cialde fritte e speziate accompagnate di solito da tre salsine, una scura (mango chutney), una marroncina e piena di pezzetti (lime pickle) e una verdina? Ecco, quella salsa verdina è il raita, e il suo colore è dato dalla menta, pestata al mortaio, mescolata allo yogurt e trasformata in una deliziosa cremina verde.

Considerato che la salsa al mango è dolcissima e quella al lime spesso indecifrabile (poiché talmente piccante che non si riesce nemmeno a sentirne il sapore…), il raita è sempre stato il mio preferito, e soprattutto mi sono sempre detta che potrebbe essere uno stretto parente dello tzatziki greco, perché spesso il raita che ti servono al ristorante contiene anche i cetrioli.

In realtà, per gli indiani la parola raita è molto generica, e si riferisce a una qualsiasi salsina fatta con lo yogurt. Ne esistono diversi tipi, e quello evidentemente più gettonato in Europa è quello alla menta e cetriolo. Raita alla menta e cetriolo e tzatziki partono dunque dalla stessa base – yogurt e cetriolo – e si differenziano per l’uso delle spezie e degli odori: cumino, menta, paprika, pepe di Caienna ed eventualmente cipollotto per il primo; abbondante aglio ed eventualmente un po’ di aneto per il secondo.

Io li adoro entrambi, e siccome non voglio dover scegliere fra uno e l’altro, generalmente finisco per creare una specie di ibrido fra i due, selezionando il meglio da entrambe le ricette. Il modo migliore per gustare questo fascinoso figlio di madre greca e padre indiano è spalmarlo su una o più grosse fette di pane fresco. Namasté parakalò!

Ingredienti Tzatziki

Ingredienti per quattro persone

  • 300 grammi di yogurt greco intero
  • 1 cetriolo medio
  • 15/20 foglie di menta
  • 2 cipollotti freschi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 cucchiaio di cumino in polvere
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • sale
  • paprika dolce in polvere per guarnire

Preparazione

Con un po’ d’anticipo, pulite il cetriolo (potete anche evitare il rito scaramantico, se non siete superstiziosi) e tritatelo finemente oppure grattugiatelo in un colino. Dopo averlo lasciato riposare un po’, schiacciate in modo che perda tutta l’acqua.

In un mortaio mettete l’aglio e le foglie di menta. Pestate fino a ottenere una crema. Può darsi che sarà necessario aggiungere un po’ di yogurt per rendere il composto più facilmente lavorabile.

Tritate finemente i cipollotti e tenere da parte i pezzetti più verdi per la decorazione.

Stemperate lo yogurt con l’olio e il succo di limone, poi unite la crema di aglio e menta e mescolate bene.

Aggiungete il cumino, il cipollotto fresco e aggiustate di sale.

Versate la salsa in una ciotola e decorate con il cipollotto verde e una spolverata di paprika.