Spice Oddity

Chi sono

Mi chiamo Francesca Stignani. Nel 2004, in un’altra vita, avevo un blog di storie e racconti chiamato Egotique. Poi qualcosa di potenzialmente catastrofico è accaduto, la mia vita ha messo improvvisamente l’acceleratore e adesso mi ritrovo con dieci anni in più, un marito (anche lui ex blogger, incontrato più o meno nella prima stagione della blogosfera italiana) e un mini-me con un appetito da leone.

La mia evoluzione in food blogger, alquanto scontata, era solo questione di tempo, dal momento che, più per passione che per dovere, mi ritrovo a passare gran parte del mio tempo in cucina a inventare ricette arrabattandomi fra le allergie, le antipatie e le preferenze di tutti.

Ho un passato da vegetariana stretta, poi da carnivora di ritorno (vado abbastanza orgogliosa di questo mio percorso inverso), e da qualche tempo ho deciso di non comprare né cucinare più carne e pesce a casa (solo il leoncino è autorizzato ad averne un po’).

Ma sono di origini emiliane, ho il maiale nel DNA e con una storia alimentare come la mia non potete aspettarvi troppa coerenza, né tantomeno integralismi. Simpatizzo per la cucina vegetariana, vegan e persino crudista. E adoro le cucine dell’Oriente e dell’Estremo Oriente. La mia vacanza gastronomica dei sogni? L’Indocina in lungo e in largo.

Nella vita continuo a lavorare come autrice, redattrice e traduttrice, solo che non lo faccio più da un ufficio, ma dalla scrivania di casa, a Milano. Ho scritto di turismo, architettura, benessere, moda, letteratura e bibliofilia – raramente di food.

Ho tradotto una ventina di romanzi gialli e prodotto cataloghi, brochure, slogan, comunicati stampa e persino libri satirici. Da diverso tempo non scrivo più narrativa, ma come tutti gli scrittori mancati ho in mente un grande romanzo generazionale che con tutta probabilità non vedrà mai la luce.

Venero la lingua inglese, la cultura britannica e Londra – dove avrei voluto nascere, possibilmente in epoca Vittoriana.

Scatto le foto dei miei piatti da sola, e  qualche volta, quando li fotografo sul balcone, i vicini mi osservano con un certo scetticismo.

Potete leggermi anche su The Slowear Journal, in italiano e in inglese.

Perché Spice Oddity?

Perché giocare con il titolo di una delle mie canzoni preferite era una tentazione troppo forte. Perché nonostante la mia cucina sia minuscola ho un armadietto tutto riservato alle spezie. Perché padroneggiare le spezie è un po’ come essere alchimisti, e spesso il risultato dei miei esperimenti da apprendista è davvero una “bizzarria speziata” (David, perdonami per questa goffa traduzione).

Che cosa ci trovi?

Spice Oddity è un blog “né carne né pesce” – perché non ci sono né l’una né l’altro, e poi perché sta a metà fra un food blog e un diario. Perciò, qui non troverete un ricettario universale con ingredienti precisi al grammo e indicazioni impeccabili, ma storie, aneddoti, divagazioni e ricordi che si trasformano in ingredienti e sapori.

La cucina, per me, è soprattutto un  gioco – è una stanza dove mi rifugio e mi perdo come quegli uomini che la domenica mattina si dedicano alla modellistica o al bricolage (ma esistono ancora, poi?).

Lo ammetto, qualche volta riesco a produrre dei piatti davvero orribili, ma qui ho deciso di mettere solo gli esperimenti riusciti, testati e approvati dalle mie cavie. Quando cucino non sono ordinata: se ci fosse una telecamera, mi vedreste ferma in mezzo alla stanza a pensare, sommersa da un inestricabile caos.

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